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Blacklist ADM: guida all'elenco dei siti di gioco illegali bloccati in Italia

Guida alla blacklist ADM: cos'è l'elenco ufficiale dei siti di gioco d'azzardo illegali bloccati in Italia, come funziona il meccanismo DNS/IP gestito da SOGEI, quanti sono i domini inibiti a maggio 2026, come segnalare un sito sospetto e come verificare la legalità di un operatore online.

Mauro Croce
Autore Mauro Croce Casinò/Bonus
Pubblicato

La blacklist ADM è l’elenco ufficiale dei siti web di gioco d’azzardo inibiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: a maggio 2026 conta oltre 12.156 domini bloccati, con decine di nuovi inserimenti ogni due-quattro settimane. Il meccanismo di blocco — che coinvolge ISP, banche, prestatori di servizi di pagamento e oggi anche i punti di accesso Wi-Fi pubblici — è tra i più capillari d’Europa. Capire come funziona la blacklist ADM significa capire come l’Italia protegge i propri giocatori dal rischio connesso ai siti non autorizzati, e come distinguere un operatore legale da uno che opera al di fuori del sistema concessorio. La base normativa originaria risale al 2006; il D.Lgs. 41/2024 ha poi rafforzato in modo significativo gli strumenti di enforcement. Questo articolo ha finalità esclusivamente informative. I link presenti rimandano esclusivamente a operatori con concessione ADM. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica.

Indice dei contenuti

Cos’è la blacklist ADM e a cosa serve

La blacklist ADM — denominata ufficialmente “elenco dei siti soggetti ad inibizione” — è il registro tenuto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che raccoglie tutti i domini internet dai quali è vietato l’accesso al gioco d’azzardo online per gli utenti residenti in Italia. Il fondamento normativo originario si trova nell’articolo 1, commi 535-538 della Legge Finanziaria 2006, che per la prima volta ha attribuito all’allora AAMS (poi ADM) il potere di inibire i siti privi di concessione. Il D.L. 104/2020 (art. 102, comma 1) ha poi consolidato e ampliato questo potere; il D.Lgs. 41/2024 — il cosiddetto “Riordino del gioco pubblico” — lo ha ulteriormente rafforzato, estendendo gli obblighi ai prestatori di servizi di pagamento e ai fornitori di accesso Wi-Fi pubblici.

Lo scopo è duplice: da un lato proteggere il giocatore da operatori che non rispettano le norme italiane su tutela dei consumatori, gioco responsabile e prevenzione dell’evasione fiscale; dall’altro difendere il sistema concessorio — che genera circa 8 miliardi di euro di gettito fiscale annuo su una raccolta regolamentata di circa 21 miliardi — dalla concorrenza sleale degli operatori illegali. L’elenco è pubblico e consultabile nella sezione “Siti soggetti ad inibizione” del portale ufficiale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Breve storia della blacklist

Istituita nel 2006 con poche centinaia di domini, la blacklist ADM ha conosciuto una crescita costante e accelerata. Le prime fasi di espansione erano lente; la svolta è arrivata con la digitalizzazione del settore e la proliferazione dei siti di gioco offshore accessibili via internet. Il numero dei domini bloccati ha superato quota 9.827 nel 2023, poi 10.446, 10.751 e 10.866 nei mesi successivi. Il dato di settembre 2025 — 11.481 — ha segnato un’ulteriore accelerazione, con provvedimenti sempre più frequenti. A maggio 2026, con il provvedimento del 26 maggio che ha aggiunto 146 nuovi domini in un solo aggiornamento, si è superata per la prima volta la soglia dei 12.000, arrivando a 12.156 siti inibiti. La traiettoria è chiara: la blacklist non è un elenco statico, ma uno strumento di enforcement in costante espansione.

Quali siti finiscono nella blacklist

Nella blacklist ADM confluisce qualsiasi dominio che offra gioco d’azzardo — casinò online, scommesse sportive, poker, bingo, giochi di abilità a premi — senza una valida concessione ADM, o che faccia pubblicità a operatori non autorizzati. Non rileva il TLD (Top Level Domain): finiscono nell’elenco tanto i siti .com quanto quelli .net, .io, .gg o qualsiasi altro dominio di primo livello. Casi particolari hanno riguardato piattaforme di prediction market come Polymarket, inizialmente inibita per l’assenza di autorizzazione e poi ripristinata a seguito di un provvedimento ADM specifico, e stake.com, inserita nel gennaio 2026 con un lotto di 172 nuovi siti e successivamente uscita dalla lista. Il ripristino è possibile ma raro: richiede un provvedimento ADM ad hoc.

Come funziona il meccanismo di blocco — DNS, IP e SOGEI

Il processo di inibizione segue un iter preciso. ADM emette periodicamente un provvedimento ufficiale — mediamente ogni due-quattro settimane — che elenca i nuovi domini da bloccare. Gli ISP (Internet Service Provider) italiani ricevono questo provvedimento e sono tenuti ad implementare il blocco entro la scadenza indicata, in genere entro dieci-trenta giorni. L’aspetto tecnico è gestito da SOGEI (Società Generale d’Informatica), la società in-house dello Stato che cura l’infrastruttura informatica per ADM. La collaborazione tra ADM e SOGEI per l’esecuzione dei provvedimenti richiede mediamente circa dieci giorni per ragioni tecniche legate all’aggiornamento delle liste e alla propagazione dei blocchi.

Il meccanismo tecnico si basa sul reindirizzamento DNS/IP: quando un utente italiano tenta di raggiungere un dominio nella blacklist, il suo ISP intercetta la richiesta e la devia verso l’indirizzo IP 217.175.53.72, che corrisponde alla pagina di blocco ufficiale dell’ADM. L’utente vede quindi una pagina istituzionale che informa dell’inibizione del sito, non un generico errore di connessione.

Il ruolo degli ISP

Tutti i fornitori di accesso internet con clientela italiana — da TIM e Vodafone fino ai provider minori — sono soggetti all’obbligo di implementare le inibizioni disposte da ADM. Non si tratta di una facoltà: l’inadempimento espone il provider a sanzioni amministrative. Le tempistiche di implementazione variano in base al provvedimento, ma la scadenza indicata da ADM è vincolante. Il sistema prevede controlli periodici sull’effettività del blocco; i provider sono tenuti a garantire che il reindirizzamento DNS/IP verso 217.175.53.72 sia operativo entro i termini stabiliti. Da un lato, questo crea un onere tecnico e amministrativo significativo per i provider; dall’altro, è la condizione necessaria affinché il meccanismo di enforcement funzioni in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Il blocco dei flussi finanziari — obblighi per PSP e banche

Il D.Lgs. 41/2024 ha introdotto un secondo livello di enforcement fino ad allora assente: l’obbligo per i prestatori di servizi di pagamento (PSP) e le banche di rifiutare le transazioni finanziarie dirette verso domini inclusi nella blacklist ADM. Questo secondo livello — che si affianca al blocco DNS/IP — crea un sistema di enforcement a due strati: anche chi tecnicamente riesce a raggiungere un sito non autorizzato non può completare transazioni finanziarie regolari verso di esso tramite i canali bancari italiani. Il coordinamento con Banca d’Italia garantisce uniformità nell’applicazione. Si innesta qui anche il tema antiriciclaggio: ai sensi del D.Lgs. 231/2007, i soggetti obbligati sono tenuti a segnalare le operazioni sospette (STR — Suspicious Transaction Report) all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d’Italia, incluse quelle che potrebbero essere collegate a siti di gioco non autorizzati.

Lo “scudo anti-illegalità” — il software obbligatorio per il Wi-Fi pubblico

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una novità che estende il perimetro del blocco ben oltre gli ISP tradizionali: tutti i punti di accesso internet pubblici — bar, ristoranti, biblioteche, alberghi, attività commerciali che offrono connettività Wi-Fi ai clienti — sono oggi obbligati a installare un software sviluppato da ADM e SOGEI che blocca automaticamente i domini presenti nella blacklist. Lo scopo è impedire che le reti Wi-Fi pubbliche diventino un canale alternativo per raggiungere siti di gioco non autorizzati, aggirando il blocco imposto dai provider di connettività domestica.

Il rispetto di questo obbligo è soggetto a ispezioni condotte congiuntamente da funzionari ADM e dalla Guardia di Finanza. La ratio della misura è chiara: in un settore regolamentato che raccoglie circa 21 miliardi di euro l’anno — di cui circa 8 miliardi di gettito fiscale — la fuga verso l’illegale non è un fenomeno marginale, ma un problema strutturale che erode sia le tutele per i giocatori sia le entrate per l’erario. Lo scudo anti-illegalità Wi-Fi tenta di chiudere uno degli ultimi varchi rimasti aperti nel sistema di enforcement, quello delle reti pubbliche non presidiate.

Per i gestori di esercizi pubblici, l’obbligo comporta la necessità di aggiornare periodicamente il software (che si sincronizza automaticamente con la blacklist ADM aggiornata) e di documentare la conformità ai fini delle eventuali ispezioni. Le sanzioni per il mancato adempimento sono previste dalla normativa di riferimento e applicabili anche ai soggetti non operatori del settore del gioco.

Numeri della blacklist — crescita e dimensioni

I dati mostrano una curva di crescita che non accenna a rallentare. Ogni aggiornamento aggiunge tipicamente tra 50 e oltre 170 nuovi domini; il provvedimento del gennaio 2026 — con 172 nuovi siti inseriti in un unico lotto — è tra i più corposi degli ultimi anni. A maggio 2026, con 12.156 domini bloccati, la blacklist ADM è uno degli elenchi di siti inibiti più estesi nel panorama europeo del gioco regolamentato. La tabella seguente ricostruisce le tappe principali della crescita:

PeriodoDomini nella blacklist ADMVariazione
20239.827
Inizio 202410.446+619
Metà 202410.751+305
Fine 202410.866+115
Settembre 202511.481+615
Ottobre 202511.654+173
Novembre 202511.825+171
Dicembre 202511.898+73
Maggio 202612.156++258+

Il conteggio esclude i siti che nel tempo sono stati ripristinati: ADM può disporre la rimozione di un dominio dalla blacklist, e questo accade — raramente — quando il sito ottiene una concessione o cessa l’attività di gioco. L’elenco completo e aggiornato dei domini soggetti ad inibizione è consultabile nella sezione dedicata del portale ufficiale ADM.

Come segnalare un sito di gioco illegale

ADM ha predisposto canali ufficiali per consentire a chiunque — giocatori, operatori legali, professionisti del settore — di segnalare siti sospetti che potrebbero non essere ancora presenti nella blacklist. La segnalazione non comporta alcun onere né obbligo per chi la invia: si tratta di un contributo volontario al sistema di enforcement. I tre canali disponibili sono:

CanaleContatto / ModalitàNote
PEC (posta elettronica certificata)siti.illegali.giochi@pec.adm.gov.itPer soggetti con indirizzo PEC attivo
Email ordinariaadm.giochi.segnalazionesiti@adm.gov.itAccessibile a tutti
App "Gioco Legale"Disponibile su App Store e Google PlayPermette segnalazioni anonime

La segnalazione via PEC ha valore legale più forte e garantisce tracciabilità; l’email ordinaria è accessibile a chiunque senza requisiti tecnici particolari. L’app “Gioco Legale” dell’ADM è la soluzione pensata per il grande pubblico: consente segnalazioni anonime e semplifica la procedura riducendola a pochi passaggi. ADM valuta ogni segnalazione e, se l’istruttoria conferma la natura illegale del sito, avvia il procedimento di inibizione. I tempi di istruttoria variano: per i casi più evidenti il provvedimento arriva nel giro di settimane; per situazioni più complesse possono essere necessari mesi.

Come verificare se un sito è legale

Prima di aprire un conto su un casinò online o su un sito di scommesse, è possibile verificare in modo rapido e autonomo se l’operatore è autorizzato a operare in Italia. I tre indicatori principali sono: il dominio .it (tutti gli operatori con concessione ADM devono avere un dominio italiano), la presenza del logo ADM visibile in homepage o nel footer del sito, e il numero di concessione ADM esposto in modo leggibile. Operatori come Lottomatica, Sisal, SNAI, bet365 Italia e Betsson Italia — concessionari con lunga storia nel mercato regolamentato italiano — mostrano questi elementi in modo chiaro e verificabile. Il secondo passaggio, più preciso, è la consultazione diretta dell’elenco dei concessionari autorizzati pubblicato sul portale ADM: un confronto che richiede pochi minuti e azzera ogni margine di incertezza. Un sito senza dominio .it, senza logo ADM e senza numero di concessione visibile è quasi certamente non autorizzato.

Conseguenze per chi gioca su siti non autorizzati

Giocare su un sito incluso nella blacklist ADM — o comunque su un sito privo di concessione — espone il giocatore a tre ordini di rischio distinti e concorrenti.

Il primo è il rischio legale. La Legge 401/1989 disciplina le sanzioni connesse al gioco d’azzardo non autorizzato: le norme si rivolgono principalmente a chi offre il gioco illegalmente, ma la partecipazione consapevole a una piattaforma non autorizzata può avere conseguenze sul piano della responsabilità individuale. È un’area in evoluzione normativa, e la prudenza è d’obbligo.

Il secondo è il rischio finanziario. I siti senza concessione ADM non sono soggetti alla normativa italiana sulla tutela del giocatore: i depositi non sono garantiti, non esistono procedure di ADR (Alternative Dispute Resolution) riconosciute in Italia cui ricorrere in caso di controversia, e le difficoltà di prelievo sono un problema documentato e ricorrente. Il giocatore che deposita su un sito non autorizzato non ha alcun presidio legale a propria difesa. Con il D.Lgs. 41/2024, le banche e i PSP sono ora obbligati a bloccare le transazioni verso i domini nella blacklist: questo aggiunge una difficoltà operativa concreta anche per chi volesse ignorare i rischi.

Il terzo è il rischio di sicurezza informatica e privacy. I siti non autorizzati non sono tenuti al rispetto delle normative europee sulla protezione dei dati personali (GDPR) nel contesto dell’offerta di gioco in Italia: i dati forniti in fase di registrazione — documento d’identità, carte di credito, coordinate bancarie — possono essere esposti a utilizzi non autorizzati, frode o phishing. La tutela del consumatore che ADM impone ai propri concessionari — inclusi controlli periodici, requisiti di sicurezza informatica e sistemi di gioco responsabile — è del tutto assente sui siti illegali. Se si riscontra un problema di gioco d’azzardo, è possibile contattare il Telefono Verde Nazionale Gioco d’Azzardo (TVNGA) al numero gratuito 800 558822.

Domande frequenti

Conclusione

La blacklist ADM è il pilastro operativo del sistema italiano di contrasto al gioco d’azzardo online illegale: oltre 12.156 domini bloccati a maggio 2026, con una crescita che mostra come il fenomeno dei siti non autorizzati sia tutt’altro che marginale. Il sistema di enforcement — blocco DNS/IP, obbligo per PSP e banche, scudo Wi-Fi pubblico — è oggi articolato su più livelli e il D.Lgs. 41/2024 ha significativamente rafforzato gli strumenti disponibili. Il consiglio pratico è uno solo: giocare esclusivamente su siti con concessione ADM verificata, controllando dominio .it, logo ADM e numero di concessione prima di aprire un conto. Chi sospetta di trovarsi di fronte a un sito illegale può segnalarlo ad ADM tramite i canali ufficiali. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Per supporto o informazioni sul gioco responsabile è disponibile il Telefono Verde Nazionale Gioco d’Azzardo (TVNGA) al numero gratuito 800 558822.